Moglie e Marito


darospoaprincipeCosa può condurre un appassionato di cinema e fumetti a vedere un film diretto da Simone Godano (e mo chi è questo?) nel quale il nuovo sex symbol de noantri Pierfrancesco Favino si atteggia a femmina, rifacendo con il suo medico 'Andrea' un po' il verso al magistrale Ugo Tognazzi de 'Il vizietto' (qui)?

La disperazione😢? La solitudine👤? Un debito di gioco coll'amico Martoniano🃏? L'assenza di posti agli altri spettacoli💺?

Al lettore l'ardua sentenza🔨.



darospoaprincipe
Le aspettative, devo essere onesto, partono da un livello pari a zero (a Buddha piace questo elemento 👍!).

La prima scena vale da sola il prezzo del biglietto per come è stata girata e studiata (il cinema a due euro consente iperboli fantastiche!): la mano di Godano è sapiente assai e la sceneggiatura scritta da Giulia Louise Steigerwalt appare fin dai primi scambi briosa e priva di buchi narrativi (e lei è pure una notevole gnocca!).

Scintilla che avvia la combustione della storia è data dalla crisi di coppia 👫. Meglio: dal matrimonio. No, anzi... da Adamo ed Eva: perché in finale sono loro gli archetipi del maschile e del femminile, no?

Erano... Ora... Ora è tutto mutato. Già a partire dal sovversivo titolo si ravvisa infatti un forte senso di rottura: 'moglie e marito'... Così tradizionalista... Così poco politicolli correct (qui)...

Ma non divaghiamo e torniamo a focalizzarci sulla crisi: è lei la vera interprete principale del film (qui). La crisi di coppia. Il periodo buio. Il periodo nel quale ci si vede sempre meno. Il periodo nel quale uno finisce per distinguere solo l'ombra dell'altro.
Esternare il conflitto è positivo: ora dovete solo imparare ad ascoltarvi - d.ssa Anna a Sofia ed Andrea

È il periodo in cui la separazione tra i due elementi della coppia prende il largo, e porta i due partecipanti a veleggiare verso altri universi.

darospoaprincipeIn realtà, come bene evidenziato nel film, la colpa ricade proprio tutta sulle spalle della donna moderna: madre apprensiva, a mezzo servizio; in carriera e senza fianchi; collettore di rabbia mai manifestata; capace di far perdere la pazienza pure ai santi, con i suoi atteggiamenti vili e ipocriti. Kasia Smutniak appare proprio come il modello ideale per rappresentarne l'archetipo nel personaggio della bella conduttrice televisiva Sofia (in molti vi riconosceranno la propria partner).

Da 'Donna' a 'donna moderna', dunque. Una donna totalmente incapace di indossare i vestiti dell'Uomo e non tanto perché non voglia prenderne il posto, quanto perché... Vabbé, diciamolo: vuole proprio prenderne il posto nella società!

E così, grazie a un artificio proto-futurista (un rivoluzionario marchingegno ancora in fase di studio di nome Charlie, sul quale lavora da anni il poro neurochirurgo Andrea, con immensi sacrifici), i due finiscono coll'invertirsi: ciascuna mente viene fortuitamente spedita nel corpo dell'altro. E mo? Battute ironiche e gag mai troppo sopra le righe finiscono col prendere il sopravvento sull'interprete principale del film, la Crisi. Il fisico batte la metafisica, di questi tempi. Sempre.

Alla Smutniak viene offerta l'opportunità di far valere le proprie doti da attrice, dando vita ad un personaggio platealmente ricalcato sulla Ellen Birkin diretta da Blake Edwards nel film 'Nei panni di una bionda', del 1991 (qui), che precede di un anno l'uscita della bella Stiegerwalt dall'utero materno.

Aveva invece già quattro anni la bella sceneggiatrice, quando uscì nelle sale cinematografiche il film australiano 'Nella sua pelle' (qui), dove il conduttore di un programma televisivo e una giornalista scientifica, ormai calati nella crisi di coppia, finiscono uno nel corpo dell'altra, fino al romantico lieto fine. Un Uomo direbbe che si tratta di plagio; la donna, più dolce, parlerebbe al più di una fonte d'ispirazione.

Il non detto fa sempre più danni del detto, no? Lo sappiamo tutti, ormai: donne escluse... In fin dei conti, che male c'è a narrare ai millennials e ai loro arroganti genitori, inconsciamente votati al masochismo, che tutto ciò di cui cibano la loro mente ha radici nel passato (qui)?

Ed è dal passato che dobbiamo trarre i nostri insegnamenti: ripetere gli errori è un po' da stupidini, no? Un Uomo direbbe ch'è proprio da coglioni, ma non ci interessa ora dibattere su forma del testo e gender: importante è capirsi. Importante sarebbe capirsi.

darospoaprincipe

E per capirsi bisogna accettare d'indossare le calzature dell'altro e camminare: non esiste altro modo per empatizzare (en, dentro + pathos, sentire), per comprendere le paure dell'altro. Bisogna reimparare ad abbracciarsi e ad ascoltarsi. Bisogna evitare di pensare di saperne più del partner: Uomo e Donna, perdio!, sono due entità complementari, fisicamente ed energeticamente (qui). Non due avversari.

Quanto ci vorrà ancora per capire che uniti si vince (tutti), altrimenti si perde (tutti)👎?

Non lasciate che il poro Favino abbia demolito invano la sua immagine da uomo virile costruita nei numerosi spot Barilla: portate le vostre donne, fidanzate, mogli o compagne a vedere questo divertente film (qui). Forse riuscirete a far comprendere loro che dietro ogni gesto di Uomo, c'è solo la strenua volontà di proseguire insieme il cammino intrapreso💓.

Anche i Martoniani, nel loro piccolo, hanno apprezzato.

Tu che parli di donne... Tu le odi le donne! Tacchi a spillo e diete... Siete voi ad imporre valori assurdi ai quali conformarsi, modelli malsani che chiamate moda - Sofia ad una giornalista di moda