Spectre - 007


darospoaprincipePerché andare a vedere l'ennesimo 007?

Questa è la domanda che ogni Martoniano* si pone.

La risposta è semplice: li ho visti tutti, vedo anche questo.

Non razionale, certo. Ma comunque capace di spingermi a pagare il prezzo del biglietto. Se non altro per raccontarlo. Senza spoiler.

D'altronde è l'ultima apparizione dell'orecchiuto Daniel Craig nelle vesti del celebre agente 007 con licenza di uccidere, no? E Skyfall era stato film degno di nota e come trama e come prova interpretativa.

Dobbiamo o no cedere al sentimento, cari Martoniani?

*Martoniano = fan di Martone

Cediamo.
darospoaprincipe'I morti sono vivi'

É frase senz'altro impegnativa per cominciare un film nel terzo millennio; specie se fa da sfondo alla festa in maschera del 2 novembre che si tiene a Città del Messico.

Dopo Skyfall, una caduta negli inferi? I Martoniani lo temono, io resto fiducioso.

Certo, dopo una serie di cazzotti in pieno volto (arrivati anche durante la spettacolare la scena a bordo dell'elicottero che svolazza pericolosamente sulla testa delle centinaia di persone radunate in piazza per divertirsi), qualche passo di parkour, e il crollo di una palazzina sotto i suoi piedi, il primo piano che il regista Sam Mendes regala al nostro Bond di orecchie dotato lascia un po' interdetti: perché abbiamo risparmiato sulla passata di pomodoro, Broccoli Productions? Perché anziché un volto tumefatto e sofferente passa sullo schermo un testimonial per le creme antirughe?
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E soprattutto: perché mai Dumbo 007 (dumb in inglese...) lascia in camera la prima bond girl del film, la bella messicana Stephanie Siegman, senza prima consumare?

Il mistero s'infittisce.

Riflessioni sapientemente interrotte dalla partenza dell'abituale sigla d'apertura, Writing's on the wall stavolta, composta da Sam Smith. Adele gioisce: anche la colonna sonora cade rovinosamente negli inferi. 

Stephanie se n'è andata e non ritorna più. Cos'altro ci riserverà mai questo 24° episodio della saga? Il gioco di parole immediato lo evito. Io e i Martoniani in sala cominciamo a chiederci se restare o meno...

Da Città del Messico ci spostiamo a Londra: qui il nostro Dumbo si prende una bella lavata di capo dal nuovo M, un tenero Ralph Fiennes che fa la figura del pirla per tutto il film. Basta un cachet sostanzioso per uccidere nella memoria collettiva interpretazioni tipo Schindler's List e Il paziente inglese? Evidentemente, sì.

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Ma nello stesso ufficio bazzica pure Miss Moneypenny, una notevole Naomi Harris, in grado da sola di risollevare le sorti del Dumb-film doppio zero. Se solo le offrissero più visibilità...

'Si chiama vita, James: dovresti provarla ogni tanto!', dice a Dumb 007, che la usa via telefono per ottenere informazioni sul caso che sta seguendo in via privata dopo esser stato esodato dalle sue mansioni. Bond per il sociale?

I Martoniani si preoccupano più della sua pensione, che dello sviluppo della trama; io sono ancora a caccia di alibi per restare in sala fino alla fine. Dopo un'attenta ricerca interiore, mi soffermo sulle scene girate a Roma che ancora devono passare sullo schermo: resisto. Per quattro persone non basta, ed escono prima.

darospoaprincipeRoma è bellissima. E l'idea di verificare sul campo quello che i cittadini hanno vissuto per settimane come una distrazione della libertà di circolazione è stata troppo forte. 

L'inseguimento per le vie di una palesemente irreale Capitale d'italia ha un suo indubbio fascino: chi sta a Roma sa benissimo che solo a Ferragosto è possibile trovarle così deserte. 

Mr Hinx / Dave Bautista (il mitico Drax de I guardiani della Galassia) a bordo di una Jaguar c-x7 contro Dumb 007 / Craig alla guida di una Aston Martin db 10 elettrica: chi vincerà? In condizioni normali le buche romane avrebbero agevolmente sopraffatto le due basse macchine inglesi, ma qui... c'è la magia del cinema, baby!

Magia che si ripete con la sapiente citazione di Mendes relativa alla celebre 'passeggiata' di Bruce Lee in L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente, dove procedeva da Villa Adriana in Tivoli, alla volta del Colosseo in pieno centro di Roma, per il famoso combattimento con Chuck Norris. Qui l'inseguimento si dipana tra via del Falco e via Quattro Fontane, attraversa il Gianicolo, passa per San Pietro e finisce nel lungotevere. Senza soluzione di continuità.


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Ok, ok, Martoniani: non è la qualità dell'azione a poterci tenere in sala. Proviamo con la gnocca, allora? La gnocca funziona sempre. D'altra parte questa saga è divenuta famosa pure per le bond-girl, no?!

E gnocca sia! Cosa ne pensate di Monica Bellucci? Ha 50 anni, d'accordo... però dice ancora la sua, dai.

Certo, ha distrutto da sola la mitologica trilogia di Matrix: il rischio che demolisca pure il mito di Bond è altissimo.

Ha ancora una bella schiena, però. Sarà sicuramente lei la bond-girl di questa puntata della saga: d'altronde pure Dumb 007 comincia ad avere la sua bella età, no?! Erotismo per la terza età? No: il target di questo film non sono gli anziani erotomani. Nemmeno i giovani, pensiamo io e i Martoniani. E nemmeno le donne, in effetti. Vabbé...

La vera bond-girl di questo Spectre appare quando la trama comincia a rifarsi a Persons of interest: meglio saccheggiare un telefilm di successo che annaspare nel vuoto, devono aver pensato gli sceneggiatori. Ed è così che il nostro Dumb 007 s'imbatte in Leà Seydoux, notevole figlia di Mr. White, cattivone dei precedenti film, ormai affogato tra i rimorsi. 


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'Lei è un aquilone che volteggia nell'uragano', dice White a Dumb 007 per metterlo sull'avviso del potere della Spectre. Dumb 007 trova in Swann un valido motivo per andare avanti. E pure noi, via.

La d.ssa Swann / Leà è bella, bionda, atletica, forte e capace di difendersi: cosa chiedere di più a una donna? E difatti anche il poro Mendes decide di puntare dritto su di lei per ravvivare un film fino a quel momento tramortito.

'Perché uno si ritrova a fare il killer stipendiato?'
'L'alternativa era fare il prete...'
'Abbiamo sempre una scelta'


Inutile dire che, dopo l'immediata antipatia, scatta la passione tra Dumb 007 e Swann.

Riusciranno insieme a scongiurare il malvagio piano del Cattivo Supremo, Capo della Spectre di Persiano bianco dotato, mr. Oberhauser / Christoph Waltz?


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Lo scontato e l'ovvio s'impadroniscono della storia: resistiamo al nostro posto perché arriva la parte girata nell'affascinante Tangeri. Altri due spettatori, intanto, scivolano via.

La distruzione della base disegnata a mo' di patetico videogame 'uno vs. tutti' con finta esplosione e fuga degli eroi intonsi su di un elicottero ci richiama all'ordine: perché restare? Perché? Il biglietto pagato, forse. E la fine ormai incombente, più probabilmente.

Non pago di questa ignobile scena, Mendes decide di stiracchiare ulteriormente la trama già abbondantemente slabbrata e piena di buchi (come le foto di questo post dimostrano). E si ritorna a Londra per lo scontato quanto poco avvincente epilogo, raccordato filologicamente all'incipit dall'elicottero che precipita. Raffinatezze per pochi.

É l'elicottero, dunque,il vero deus ex machina di questo sonnolento ventiquattresimo Bond.

Ricordo che non siamo in ambiente Marvel: aspettare la sorpresa dopo i titoli di coda è perfettamente inutile.

Fine. Punto.