CRISI - krìsis: il post del 11/12/13



darospoaprincipeCome possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a porre in essere sempre lo stesso atteggiamento? L'amore ai tempi della crisi...

La crisi è la più grande benedizione per persone e nazioni, perché la crisi porta progresso. La crisi è progressista.

La creatività nasce dall'angoscia così come il giorno nasce dalla notte. E' nella crisi che sorge l'inventiva; è nella crisi che emergono le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere 'superato'. In un'ottica sociale è una visione un po' sinistra, d'accordo, ma è reale.




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Chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti e le proprie difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. È la soluzione del buon Cattolico: un continuo demandare tutto alla Divina Provvidenza.

Senza crisi non ci sono sfide e senza sfide la vita diviene una triste routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito, non c'è crescita. È nella crisi che emerge il meglio di ciascuno. Agire nella crisi significa cavalcarla; parlare nella crisi è esaltare il conformismo. Il lavoro paga sempre. All'Inferno si sgobba, in Paradiso si riposa.

'L'unica crisi pericolosa è la tragedia di non voler lottare per superarla' diceva Albert Einstein, mica l'ultimo dei pirla!

La parola crisi (krìsis) nell’antica Grecia significava, allo stesso tempo, sia pericolo che decisione e, in modo stupefacente, nell’antica Cina questa espressione era scritta con un doppio ideogramma dal duplice significato (wei ji): pericolo e opportunità.

È quindi palese come noi si debba sentitamente ringraziare la stabilità prodotta dalla UE, prima a mezzo Monti e adesso a mezzo Letta: è solo grazie a loro che stiamo comprendendo per intero come questo Paese sia migliore di quanto ci hanno indotto a credere fino ad ora. Catto-sinistrismo rules!



'Nell'antica Cina, c'erano una volta due fattori con le proprietà limitrofe.

Un mattino s'incontrarono al confine ed Han segnalò a Chen l'incredibile fortuna di cui aveva beneficiato nella notte: uno splendido stallone bianco era andato ad unirsi alla sua mandria, facendone così lievitare il valore complessivo; Chen si limitò compiaciuto a dirgli "Che fortuna! Beato te!".

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La mattina seguente, quest'ultimo venne svegliato dalle grida disperate di Han; uscito di corsa, si affrettò a domandargli quale fosse il motivo di tanta frastornata angosciaRispose: "Ricordi quel magnifico cavallo bianco? Ebbene, scalciando violentemente contro la palizzata di recinzione l'ha divelta e mi ha fatto scappare tutti i cavalli. Che sciagura! Me misero! Me tapino!" e piangeva inconsolabile. Chen si limitò rammaricato a dirgli: "Mi dispiace. Se posso esserti d'aiuto in qualche modo, non fare complimenti." 


Lentamente, con l'aiuto del vicino, Han riuscì a venir fuori da quella avvilente situazione.

Passarono i mesi finché un mattino Chen andò da Han a chiedere una mano per l'imminente raccolto, dato che il figlio si era rotto una gamba il giorno prima cadendo dalle scale. Gli rispose: "Che disdetta! Proprio adesso che ne avevi più bisogno... Farò quel che posso, non ti preoccupare." 

Trascorso qualche giorno scoppiò una terribile guerra (era il periodo degli stati combattenti, n.d.a.) che costrinse lo Stato a richiamare tutti i giovani alle armi: dato che aveva una gamba spezzata quel giovane si salvò; il figlio di Han, invece, perì in battaglia.' S.B.

Qual è la morale? Beh... Intanto che i Cinesi non sono immuni alla crisi. Prova ne sia la strage toscana nel laboratorio di Prato mandato avanti da clandestini, accettati, anzi, invitati a gran voce in Italia dal ministro Kienge e dai suoi sodali (tra cui il presidente della regione Rossi): politicanti che, 'ignari' fino al giorno prima della loro assenza nei cimiteri, dei loro orari di lavoro e delle condizioni di vita in genere, si sono improvvisamente resi conto della mancata integrazione col tessuto sociale della zona. Il mitologico radicamento territoriale della Sinistra nel territorio? Buono solo per la caccia al voto, evidentemente.

L'intima morale della storia si coglie comunque agevolmente: a parte che ciò che appare una fortuna a volte non lo è, e ciò che sembra una iattura può talvolta tramutarsi nella più grande delle benedizioni, tutti concordiamo nel ritenere che, incontrando Han, sarebbe senz'altro stata cosa buona e giusta esibirsi in morigerati quanto composti riti apotropaici!

p.s. Gli eredi di Han vanno sicuramente annoverati tra gli elettori di Renzi.



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